CANNIBALI

SALA ORFEO - dal 25 al 27 novembre 2016
dal venerdì al sabato ore 21.00 - domenica ore 18.00
durata_ 50 minuti

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Lo spettacolo tratta l'esercizio del potere. Come tutti gli accadimenti della vita, è illusorio, ci induce a crederci vivi, perché assorbe il nostro tempo, le nostre energie e i nostri pensieri. In scena vediamo due differenti abitudini di praticare il potere. Per l'uomo adulto è tangibile, politico, sociale ed economico. Il giovane invece possiede un potenziale; la sua giovinezza è il suo potere. La vita è il terreno di conquista, il far west dove espandere i confini del proprio dominio.

di Fiammetta Carena
in scena Tommaso Bianco, Alex Nesti, Maurizio Sguotti
regia Maurizio Sguotti
costumi Francesca Marsella
luci Amerigo Anfossi
video animazione Fabio Ramiro Rossin
musiche MaNu Dj
produzione Kronoteatro
si ringrazia Francesco Gigliotti per la concessione del video "La Sila"

www.kronoteatro.it

SINOSSI 

Lo spettacolo tratta l'esercizio del potere. Come tutti gli accadimenti della vita, è illusorio, ci induce a crederci vivi, perché assorbe il nostro tempo, le nostre energie e i nostri pensieri. In scena vediamo due differenti abitudini di praticare il potere. Per l'uomo adulto è tangibile, politico, sociale ed economico. Il giovane invece possiede un potenziale; la sua giovinezza è il suo potere. La vita è il terreno di conquista, il far west dove espandere i confini del proprio dominio.

BIOGRAFIA

Kronoteatro nasce ad Albenga nel 2004. È Associazione Culturale riconosciuta dal MiBACT come impresa di produzione under 35. Negli anni ha prodotto "FAMILIA_una trilogia" di cui fanno parte: "Orfani_la nostra casa" (2007), "Pater Familias_dentro le mura" (2010) e "HI MUMMY_frutto del ventre tuo" (2012) ed il progetto "La Resa" composto da "CANNIBALI" (2015) e da due lavori in fase di preparazione e definizione.

NOTE DI REGIA

Moriamo ogni giorno, ogni giorno ci viene tolta una parte della vita e anche quando ancora cresciamo, la vita decresce.
Lucius Annaeus Seneca

Lo spettacolo tratta l'esercizio del potere.
Come tutte gli accadimenti della vita, anche questo è illusorio, ci induce a crederci vivi, perché assorbe il nostro tempo, le nostre energie e i nostri pensieri.
Quello che in sintesi estrema chiameremmo vita.
L'uomo crede di essere vivo e si sente tale solo nel confronto con le cose di tutti i giorni e le convenzioni sociali nelle quali siamo immersi, ci mettono in costante relazione con l'altro in uno stato o di subalternità o di preminenza.
Tra le attività che maggiormente alimentano in noi un'illusione di esistenza c'è di certo l'esercizio del potere; questo è forse l'accadimento che più ci spinge nell'illusione, poiché prevede il dominio dell'uomo sull'uomo.
In scena vediamo due differenti abitudini di praticare il potere.
Per l'uomo adulto questo è tangibile perché politico, sociale ed economico.
Lo sforzo è quindi il tentativo di accrescere il proprio dominio o perlomeno mantenere uno status quo.
Il giovane possiede un potenziale; la sua giovinezza è il suo potere.
Per lui il futuro è tutto in divenire, tutte le possibilità gli sono concesse e la sua vita è nelle sue mani.
Ciascun individuo lotta per accrescere l'unico dato sensibile che gli conferma d'essere in vita: il potere sull'altro.
Ne nasce uno scontro volto all'accumulo di comando.
Ed è la vita a diventare terreno di conquista, far west dove espandere i confini del proprio dominio.
Il messaggio è semplice e percorre aspetti solo apparentemente distanti.
Non si deve morire.
Non morire è non mostrare i segni del tempo sul corpo.
Non morire è non accettare l'inevitabile decorso biologico.
Non morire ci è impossibile.
Soprattutto se si pensa che si inizia a farlo in giorno in cui si viene concepiti.
La resa è ancora una volta l'unica possibilità.