TUTTI I MIEI CARI

SALA MORETTI - dal 18 al 20 novembre 2016
dal venerdì al sabato ore 21.30 - domenica ore 18.30
durata_ 65 minuti

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Come ha potuto una casalinga folle diventare una celebrità e arrivare a vincere il Pulitzer? Anne Sexton, con la sua vita e le sue poesie, ci racconta il nostro mondo liquido, dove si sono persi i punti di riferimento e dove tutti noi, come lei, siamo in attesa di qualcosa, anche se non sappiamo bene cos'è.

di Francesca Zanni
con Crescenza Guarnieri
regia Francesco Zecca 
costumi Grazia Matera 

scene Gianluca Amodio
disegno luci Claudio Cianfoni
produzione Associazione Culturale Compagnia Stabile del Molise

www.compagniastabiledelmolise.com 

SINOSSI 

Come ha potuto una casalinga folle diventare una celebrità e arrivare a vincere il Pulitzer? Anne Sexton, con la sua vita e le sue poesie, ci racconta il nostro mondo liquido, dove si sono persi i punti di riferimento e dove tutti noi, come lei, siamo in attesa di qualcosa, anche se non sappiamo bene cos'è.

BIOGRAFIA

Crescenza Guarnieri è attrice di teatro e musical ("Niente più niente al mondo", "Sweet charity", "La cage aux folles" ) e di cinema ("Mine vaganti", "Io che amo solo te"). Francesco Zecca è attore e regista ("Io sono Misia", "Come tu mi vuoi", "Il mondo non mi deve nulla"). Francesca Zanni è regista, autrice e sceneggiatrice ("Tango", "L'ultima notte di pace", "Poetry/Poesia")

NOTE DI REGIA

I poeti sono eternamente innamorati
di qualcosa, di qualcuno,
di una presenza, di un sogno.
Dio salvi i poeti e i folli.
Alda Merini

Come ha potuto una casalinga folle diventare una celebrità?
Anne Sexton si sentiva inadeguata, ignorante, aveva una scarsa autostima e non si riteneva all'altezza del ruolo che la società le imponeva: quello di moglie e madre esemplare.In un mondo che chiedeva certezze, dove nessuno sapeva dove appoggiarsi e dove i palliativi per le casalinghe depresse erano l'alcol e i sonniferi, Anne Sexton cominciò a pensare che una sofferenza come quella che lei provava non aveva nessuna utilità e nessun significato se quel dolore non veniva comunicato agli altri. Per questo iniziò a scrivere poesie, che parlano di lei, ma in fondo parlano di noi, e a noi.
Tutti i miei cari è un testo di incredibile attualità, che attraverso la vita e le poesie della Sexton, racconta il nostro mondo liquido, dove si sono persi i punti di riferimento e dove tutti noi – come lei – siamo in attesa di qualcosa, anche se non sappiamo bene cos'è.
Anne Sexton era bella e dannata, infantile e sexy, atea e religiosa; le sue contraddizioni sono le nostre; il suo bisogno di comunicare si estende nella nostra smania di rendere pubblico - in tempo reale - ogni nostro pensiero (pensiamo ai social network).
I suoi reading (Anne era una Patti Smith ante litteram) la proiettano in una modernità per cui non era pronta. Una donna in anticipo sui tempi, che da casalinga frustrata arrivò a vincere il Pulitzer.
Un'intensa interpretazione di Crescenza Guarnieri, che con questo testo porta per mano gli spettatori dentro un mondo che sembra lontano, ma che invece è proprio dietro l'angolo, a un passo da noi.
La regia di Francesco Zecca, come una partitura musicale, esalta i pieni e i vuoti dell'anima di questa donna, perennemente in bilico.