AMORE E RESTI UMANI 

SALA MORETTI - dal 21 al 23 ottobre 2016
venerdì e sabato 21.30 - domenica ore 18.30
durata_ 100 minuti

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Conoscerete sette individui, sette frammenti di un'unica identità: David, attore fallito ora cameriere. La sua coinquilina Candy, in cerca dell'Amore. Bernie, col suo lavoro perbene e il suo carico di ombre. Kane, adolescente indeciso tra sesso e videogiochi. Robert, il barista mai sazio di incontri. Jerry, lesbica romantica vittima del suo stesso istinto e Benita, prostituta sensitiva. Sette individui dispersi in una metropoli infettata dagli omicidi seriali di giovani donne sole.

 

di Brad Fraser
traduzione Cosimo Lorenzo Pancini
con (in o.a.) Valentina Bartolo, Federico Horaldo Lima Roque, Giulia Trippetta, Francesco Petruzzelli, Cristina Poccardi, Giuseppe Sartori,  Francesco Sferrazza Papa
regia Giacomo Bisordi
scene Paola Castrignanò
supervisione ai costumi Anna Missaglia
disegno luci Marco D'Amelio elettricista Javier Delle Monache
musiche originali Mirko Fabbreschi
assistente alla regia Cristina Pelliccia
foto di scena Riccardo Freda
ritratti Marco Montanari
grafica e comunicazione Studio kmzero
produttore esecutivo Cristina Poccardi
produzione Schadenfreude
in collaborazione con Società per Attori

SINOSSI

Conoscerete sette individui, sette frammenti di un'unica identità: David, attore fallito ora cameriere. La sua coinquilina Candy, in cerca dell'Amore. Bernie, col suo lavoro perbene e il suo carico di ombre. Kane, adolescente indeciso tra sesso e videogiochi. Robert, il barista mai sazio di incontri. Jerry, lesbica romantica vittima del suo stesso istinto e Benita, prostituta sensitiva. Sette individui dispersi in una metropoli infettata dagli omicidi seriali di giovani donne sole

BIOGRAFIA

Schadenfreude è una compagnia dedicata alla collezione di autori irregolari. Tra i suoi lavori: Amore e resti umani di Brad Fraser, Fred's Diner di Penelope Skinner e Kvetch di Steven Berkoff.

NOTE DI REGIA

Consacrato da Time come uno dei dieci migliori testi teatrali del 1992, il testo è stato premiato in Inghilterra dall'Evening Standard e da Time Out.
Presentato per la prima volta in Italia in una memorabile edizione del Teatro dell'Elfo nel 1992, Amore e Resti Umani non è più tornato sui palcoscenici italiani fino a questa nuova produzione.

Conoscerete sette individui, sette frammenti di un'unica identità: David, attore fallito ora cameriere. La sua coinquilina Candy, in cerca dell'Amore. Bernie, col suo lavoro perbene e il suo carico di ombre. Kane, adolescente indeciso tra sesso e videogiochi. Robert, il barista mai sazio di incontri. Jerry, lesbica romantica vittima del suo stesso istinto e Benita, prostituta sensitiva. Sette individui dispersi in una metropoli infettata dagli omicidi seriali di giovani donne sole.

Amore e Resti Umani è una materia insidiosa. Composto ventisei anni fa, al crepuscolo degli anni '80, di quel periodo ne è espressione diretta. Una struttura marcatamente cinematografica con numerosi cambi scena, situazioni metropolitane raramente pensate per un palcoscenico; una narrazione quasi favolistica imperniata su dialoghi serratissimi intrecciata col tono comico-grottesco di scene di desolante, quotidiana follia; battute fulminanti di monosillabi. Il respiro per chi parla e per chi guarda è necessariamente corto.

Il testo è l'equivalente di un insieme di istanti talvolta insignificanti nella loro solitudine. Al momento di giustapporre i singoli frammenti però qualcosa di inaspettato si svela, una sorta di risonanza che rende anche una singola parola pregna di ambivalenze e di significati. La scrittura di Fraser riflette sul tempo e lo fa mettendo in evidenza la sua natura istantanea; ogni battuta del testo deve essere letta e collocata in una precisissima temporalità. Alcune parole sono cariche di un desiderio per il tempo imminente; altre gravate da un passato che non si riesce a smettere di far risuonare; altre ancora collocate in un presente fulmineo ed istintivo. Il tempo lineare, apparente nell'intreccio della storia, quando portato in scena dagli attori diventa frammentato e ambiguo.
La regia è partita da qui, dal disegnare una sorta di impietosa e terribile dissolvenza incrociata senza fine in cui far muovere i personaggi con le loro deficienze emotive. Il tempo scorre ma di fatto non lo fa mai. Non c'è progresso – così come gli anni '80 sembrano non finire mai – perché forse non c'è niente di autentico che spinga verso un avanzamento.

Questo è il paradosso di Amore e Resti Umani: un brulicare di parole, di istanti e di movimenti per rimanere sempre e irrimediabilmente immobili.
Un eterno presente in cui sette individui dal linguaggio povero e costipati in forme espressive televisive tentano un'espiazione collettiva da colpe lasciate loro in eredità da un passato dolente ed egoista.

Come attori in uno scenografia che si disgrega silenziosamente o trentenni in un tempo che gli crolla addosso senza lasciare scampo.