REQUIM FOR PINOCCHIO
LA SCOPERTA DELL'ESISTENZA 

SALA MORETTI - dal 10 al 12 marzo 2017
venerdì e sabato ore 21.30domenica ore 18.30
durata_ 75 minuti

acquista_ora.png

C'era una volta un pezzo di legno. E dico "c'era" perché ora non c'è più.
...E così Pinocchio, da burattino divenne bambino. Qualcuno gridò: Che Peccato!

 

di e con Simone Perinelli
con un estratto di  Emporium di Marco Onofrio
aiuto regia e consulenza artistica Isabella Rotolo
regia Simone Perinelli
progetto fotografico Guido Mencari
spettacolo vincitore "Premio Anteprima" 2012, "Premio Bianco e Nero" 2012 della Civica Accademia di Arte Drammatica Nico Pepe

www.leviedelfool.com

SINOSSI 

C'era una volta un pezzo di legno. E dico "c'era" perché ora non c'è più.
...E così Pinocchio, da burattino divenne bambino. Qualcuno gridò: Che Peccato!


Un processo.


Il giudice: "Signor P, questa corte le attribuisce le accuse suddette e le domanda: come si dichiara l'imputato?" Pinocchio: "Innocente, Vostro Onore! Ho poi... avrei anche una richiesta: vorrei giustappunto tornare burattino! Di conseguenza Vostro Onore, approfitterei dell'udienza per chiedere di tornar allo stato naturale delle cose, ché, senza offender nessuno voler, da essere umano proprio non mi trovo. Poiché da burattin mai nessuno mi disse che divenir bambin significasse crescer, diventare ometto, uomo, vecchio poi morire. Ma la morte niente poi sarebbe, se non fosse che nel bel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai a dover lavorar per campare e la via della felicità s'è smarrita! Quindi, a prescindere da quel che sarà la sentenza, vi dico che questo vostro viver si chiama sopravvivenza. Preferisco faticar per uscir da una balena, che non per esser libero un sol giorno a settimana, ché non mi bastan 4 giorni al mese per vivere la vita, quindi la lascerei a voi questa fatica e non perché sia tipo da battere la fiacca, no, ma stavo meglio col cappio al collo che col nodo di cravatta. Se non dispiace Vostro onore tornerei alle mie peripezie, piuttosto il paese dei balocchi, ma non quello delle lotterie! Quanto alle accuse, tutto iniziò così... C'era una volta... No! C'era una notte..."
Nel dare voce al famoso burattino, abbiamo lavorato cercando di immaginare un possibile percorso che desse un seguito alla favola stessa raccontando la vita che Pinocchio "vivrà" nel mondo reale. Pinocchio diventa così un pretesto, uno sguardo preso in prestito dal quale osservare con occhio limpido, infantile e ribelle il mondo che ci circonda e la vita che affrontiamo quotidianamente. Così ci siamo concessi questa chiave di lettura per andare più a fondo nell'affrontare le tematiche del lavoro totalizzante e precario, dell'emancipazione, della mercificazione del tempo e dell'essere, dell'anestesia dei sogni e del consumismo di ennesima generazione per operare un'analisi attenta e reattiva rispetto ad un quesito significativo della vita: cosa significhi essere umano?
Il burattino diventato umano suo malgrado si stacca dalla classica messa in scena del testo di Collodi, per destreggiarsi nel nostro mondo dove la favola non è che un lontano ricordo, una delle tante versioni dei fatti.
REQUIEM FOR PINOCCHIO - La scoperta dell'Esistenza è il punto di partenza di una riflessione sviluppatasi poi in una trilogia, la TRILOGIA DELL'ESSERE, che articolandosi in altri due capitoli attraverso i monologhi MACARON - La R-Esistenza e LUNA PARK - Do You Want a Cracker? vuole essere un tentativo di indagare i meandri dell'esistenza attraverso i temi cari all'esistenzialismo ed in particolare al pensiero e all'opera di Albert Camus.

BIOGRAFIA

Leviedelfool vive dei progetti artistici di Simone Perinelli e di Isabella Rotolo. La compagnia lavora su drammaturgie originali ponendosi l'obiettivo di dar vita ad un Teatro contemporaneo in grado di collegare l'arcaico con il moderno: in grado di portare il mondo in sé dalla preistoria al presente anticipando l'avvenire.

NOTE DI REGIA

L'obiettivo è stato sin dall'inizio quello di mettere sul palcoscenico le due vite di Pinocchio, quella da burattino e quella da essere umano.
Il secondo obiettivo: teatralizzare il racconto, renderlo vivo, organizzandolo in una sequenza di quadri che si succedono a ritmo incalzante.
Il terzo obiettivo, quello di non utilizzare effetti speciali o grandi impianti scenografici. Per questo abbiamo optato per l'essenziale: un tavolo, un microfono e un'asta e di conseguenza abbiamo prediletto la caratterizzazione dei personaggi di Collodi attraverso un lavoro attoriale sul corpo e sulla voce ispirandoci alla frase di Ennio Flaiano: "Il gioco è questo: cercare nel buio qualcosa che non c'è...e trovarla!"