FAUST MARLOWE BURLESQUE

SALA MORETTI - dal 24 al 26 febbraio 2017
venerdì e sabato ore 21.30, domenica ore 18.30
durata_ 75 minuti

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"Spezzati cuore, sanguina lacrime di pesante sentimento per la tua nauseante e odiosa immondezza, il puzzo corrompe l'anima dall'interno di tanti abominevoli peccati e nefandezze che nessuna pietà potrebbe perdonare"

drammaturgia Aldo Trionfo e Lorenzo Salveti
con Massimo Di Michele e Federica Rosellini
regia Massimo Di Michele
costumi Alessandro Lai
disegno luci Alessandro Carletti
scene, foto, aiuto regia Cristina Gardumi
consulenza musicale Alessandro Mascherucci

www.massimodimichele.com

SINOSSI 

"Spezzati cuore, sanguina lacrime di pesante sentimento per la tua nauseante e odiosa immondezza, il puzzo corrompe l'anima dall'interno di tanti abominevoli peccati e nefandezze che nessuna pietà potrebbe perdonare"

BIOGRAFIA

Massimo Di Michele si forma presso il Piccolo Teatro di Milano diretto da Giorgio Strehler. Frequenta il corso di perfezionamento Santa Cristina diretto da Luca Ronconi. Lavora con numerosi registi tra i quali: Luca Ronconi, Elena Bucci, Marco Sgrosso, Pippo Del Bono, Emma Dante, Giuseppe Tornatore, Tonino Conte, Giuseppe Venetucci, Marco Carniti, Lorenzo Salveti, Tonino Conte, K. Zanussi, Patrick Rossi Gastaldi, Marco Bernardi, Stefano Pagin.
Inizia la sua carriera registica con Il funerale del padrone di Dario Fo, segue Affettati all'italiana di Francesco Ghiaccio, Studio su Medea-Black di Michel Azama, Quel silenzio pieno di voci (Studio su Pasolini), Il bello degli animali è che ti vogliono bene senza chiedere niente di Rodrigo Garcìa, Orgia di Pierpaolo Pasolini, Alexis di Marguerite Yourcenar, Di Terra di Roberto Marinelli, Bésame Macho di Pedro Villora.
Nel 2014 dirige e interpreta Faust-Marlowe-Burlesque di Aldo Trionfo e Lorenzo Salveti.

NOTE DI REGIA

Faust e Mefistofele, una storia di immortalità e dannazione, perdono e salvezza eterna. Una storia che, almeno per sentito dire, quasi tutti conoscono. Non molti, invece, conoscono la versione che due grandi autori di teatro, Aldo Trionfo e Lorenzo Salveti, hanno scritto nel 1976 per due monumenti del palcoscenico come Carmelo Bene e Franco Branciaroli.
Un testo arduo, ricco di inserti (che racchiude parti di Christopher Marlowe e di Wolfgang Goethe, ma anche di Cime Tempestose e di altre opere letterarie), rappresentato solo da Bene e Branciaroli e poi mai più messo in scena. 
Gli autori elaborano un gioco straordinario nel quale i personaggi – Faust e Mefistofele – finiscono per rappresentare le due facce della stessa medaglia. La dannazione di Faust, spintosi troppo in là nella ricerca dell'immortalità, è anche la solitudine di Mefistofele. Il gioco – fatto di scherzi divertiti, inversioni di genere, ammiccamenti di seduzione reciproca, oscillante fra il disperante e il travolgente – invischia entrambi i personaggi in una progressiva crisi di identità. La dicotomia fra Faust e Mefistofele, il supposto seduttore e la supposta vittima, inizia a sfumarsi in una dicotomia del singolo personaggio che assimila parti dell'altro, trasformandosi via via da vittima in carnefice e da carnefice in vittima.


«L'umiltà necessaria per accostarsi a un'opera così complessa, ricca di sfumature e di caratteristiche psicologiche, non può che partire dall'accantonare gli interpreti originari - assicura il regista. Tentare di metterla in scena come fecero loro sarebbe solamente una scarsa contraffazione. La traccia è chiaramente quella indicata da Trionfo/Salveti e dal duo Bene/Branciaroli, ma Faust/Mefistofele devono vivere di luce diversa per non essere solo pallidi riflessi».