LE BUONE MANIERE
I FATTI DELLA UNO BIANCA

SALA GASSMAN - dal 23 al 26 febbraio 2017
dal giovedì al sabato ore 20.00, domenica ore 17.00

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Le Buone Maniere è una storia di vittime e carnefici, che riapre una vicenda che ha macchiato l'Emilia Romagna tra gli anni '80 e '90: la "Banda della Uno Bianca".
All'interno di una cella, Fabio Savi è tormentato dalla sua coscienza, una voce che lo obbliga a fare i conti col passato. Lo spazio claustrofobico della cella, si sgretola, trasformandosi nel luogo irreale della mente dove i ricordi emergono senza essere voluti.
Per non dimenticare, nell'unico modo in cui siamo in grado di farlo: facendo teatro.

di Michele Di Vito
regia Michele Di Giacomo
con Michele Di Giacomo
scene e costumi Roberta Cocchi e Riccardo Canali
luci e responsabile tecnico Riccardo Canali
suono Fulvio Vanacore
consulenza drammaturgica Magdalena Barile
foto Umberto Terruso
produzione ALCHEMICO TRE

www.alchemicotre.com

SINOSSI 

Le Buone Maniere è una storia di uomini e fantasmi, di vittime e carnefici, che scava all'interno dell'animo umano per far luce su quell'istinto animale che ci porta a compiere azioni scellerate. Lo spettacolo riapre una ferita che ha macchiato di sangue le province dell'Emilia Romagna tra gli anni '80 e '90: la "Banda della Uno Bianca". Per non dimenticare...
Le vicende della Banda vengono rivissute attraverso la storia di uno solo dei protagonisti: Fabio Savi. All'interno di una cella da ergastolano, Savi è tormentato dalla sua coscienza, una voce che lo obbliga, come un animale in gabbia, a fare i conti con il suo passato: dall'infanzia giù al fiume, al primo colpo al Casello Autostradale di Pesaro, fino agli omicidi.
In una notte senza riposo, quella voce si presenta in carne e ossa, come un ragazzo misterioso, che gli sbatte in faccia la verità: quelle vittime ingiustificate lasciate sull'asfalto. Vittime senza un perché che vogliono non essere dimenticate!
Due flussi di coscienza interpretati e vissuti da un solo attore in scena..

BIOGRAFIA

ALCHEMICO TRE nasce nel 2015 a Cesena, dall'attore Michele Di Giacomo.
La compagnia lavora sulla drammaturgia contemporanea mettendo al centro l'uomo e la memoria, il teatro visto come racconto di vite, facendo come punto di forza la collaborazione con artisti, compagnie e istituzioni. Gli spettacoli si alternando ai progetti culturali e di formazione.

NOTE DI REGIA

Non è facile parlare dei fatti della Uno Bianca. Non è facile perché le vittime sono state tante, tanto il dolore e la paura. Quando si nomina la Uno Bianca, ancora cala un silenzio.
A distanza di vent'anni abbiamo voluto rompere questo silenzio, perché le nuove generazioni sanno poco di questa tragica storia del nostro territorio.
Io da romagnolo ho solo ricordi da bambino, ricordo mia zia che quando parcheggiava la sua Fiat veniva accostata dalla polizia, ricordo che mi teneva la mano e che scendeva la tensione.
Con rispetto abbiamo voluto ricordare e raccontare, nell'unico modo in cui siamo in grado di fare: facendo teatro.

MESSA IN SCENA

La messinscena è giocata su atmosfere in cui il realismo si alterna a ricordi che evocano un tempo distante. Lo spazio concreto e claustrofobico della cella, disegnata da un letto in metallo, una scrivania, un armadietto ed una piccola televisione, si sgretola lentamente, lasciando spazio al luogo della mente: uno luogo irreale in cui i ricordi emergono senza essere voluti. Ci si ritrova così nella campagna di Rimini o nel Bar di Torriana a bestemmiare contro neri e zingari; e così via risalendo un cammino macchiato da sette anni di rapine e delitti.
Neon a terra e sospesi in aria, segnano la cella come in un ring, da cui non c'é via di uscita.
Una resa dei conti scandita da voci lontane che ritornano e da una piccola tv che trasmette le vecchie notizie dei colpi. Ma in questo scontro non ci può essere vittoria.
Una parola cruda, ma al tempo stesso poetica che non lascia pause all'attore con l'unico scopo di non dimenticare una tragica pagina della nostra storia.