GL'INNAMORATI UNDERGROUND

SALA MORETTI - dal 10 al 12 febbraio 2017
venerdì e sabato ore 21.30 domenica ore 18.30

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Ero contento di non essere innamorato. Gli innamorati diventano spesso nervosi, pericolosi. Perdono il senso della realtà. Perdono il senso dell'umorismo. Diventano irritabili, psicotici, noiosi. Ammazzano perfino la gente.

Charles Bukowski

di Carlo Goldoni
con Fabio Bisogni, Roberta Calia, Andrea Fazzari, Marco Lorenzi, Barbara Mazzi, Raffaele Musella
regia Marco Lorenzi
luci Giorgio Tedesco
musiche originali Davide Arneodo [Marlene Kuntz]
movimenti scenici Daniela Paci
assistente alla regia Alba Porto
produzione Mulino di Amleto - Tedacà

www.ilmulinodiamleto.com

SINOSSI 

Ero contento di non essere innamorato. Gli innamorati diventano spesso nervosi, pericolosi. Perdono il senso della realtà. Perdono il senso dell'umorismo. Diventano irritabili, psicotici, noiosi. Ammazzano perfino la gente.

Charles Bukowski

BIOGRAFIA

ll Mulino di Amleto nasce nel 2009 da un gruppo di giovani attori diplomati alla Scuola del Teatro Stabile di Torino. Il primo spettacolo La ballata degli Impiccati vince il Premio Miglior Autore–Festival Schegge d'Autore 2009. Come fu che in Italia scoppiò la rivoluzione ma nessuno se ne accorse vince il Premio
Scintille 2010 e Premio Borrello 2011. Gl'Innamorati ha debuttato con successo al Teatro Stabile di Torino nel febbraio 2013, ha realizzato una tournée nel 2014 ed è stato presentato al Bejing Theatre Festival riscuotendo un grandissimo successo di pubblico. Nel 2015 inizia la collaborazione con il Festival delle Colline Torinesi.

NOTE DI REGIA

Scegliere Goldoni e il suo testo Gl'innamorati, oggi, per un gruppo giovane come il nostro, equivale a fare una scelta importante: la nostra è una generazione che ha un grande bisogno di maestri e di punti di riferimento che non è facile trovare, per questo dobbiamo cercarli nella grande drammaturgia, in quegli archetipi che ci ricordano il senso del nostro mestiere.
La storia de Gl'Innamorati si svolge per intero in un luogo solo, chiuso, un po' claustrofobico e un po' decadente che Goldoni chiama lastanza commune di una casa piuttosto strana. Lo sguardo di Goldoni entra in questa casa con tenerezza e umanità e ci regala un affresco stupendo di una società in piena crisi economica e di valori.
Nessuno dei personaggi sembra accorgersi del baratro verso il quale il mondo al di fuori di quella stanza commune sta correndo. In tutto questo, l'amore tormentato e immaturo di Eugenia e Fulgenzio rappresenta la speranza, la vitalità e la possibilità che nonostante tutto, un futuro sia possibile. Per questo ho scelto di mettere al centro del nostro allestimento non solo i due innamorati, ma anche lo spazio comune dove dovranno lottare (soprattutto contro se stessi) per costruire tutta questa "Grande Bellezza"!

Marco Lorenzi