LA MITE

SALA ORFEO - dal 9 al 12 febbraio 2017
dal giovedì al sabato ore 21.00 domenica ore 18.00
durata_ 60 minuti

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La Mite è un racconto che Dostoevskij ha scritto ispirandosi a un fatto di cronaca che lo aveva molto colpito: il suicidio di una ragazza definito dai giornali un suicidio mite. L'originale ci presenta un uomo che vuole comprendere perché sua moglie si è uccisa e fa un lungo soliloquio nel quale ricerca le ragioni di questo atto disperato. Nello spettacolo il regista sceglie invece di far parlare entrambi. Il testo è del 1876 e lei, la Mite, disegna un'inquietudine che ha già la complessità della questione di genere.

adattamento e regia di César Brie
liberamente tratto dal racconto di Fëdor Dostoevskij
con Clelia Cicero, Daniele Cavone Felicioni
bambola realizzata da Tiziano Fario
musiche originali Pietro Traldi
costumi Elisa Alberghi
scene Roberto Spinacci
disegno luci Sergio Taddo Taddei
produzione Teatro Presente

www.teatropresente.it

SINOSSI 

Finché lei è qui va ancora tutto bene, posso andare a guardarla ogni istante,
ma domani che la porteranno via, come farò a rimanere da solo?
F. Dostoevskij

Questo interrogativo è l'inizio della vicenda.
La Mite è un racconto che Dostoevskij ha scritto prima de I fratelli Karamazov, ispirandosi a un fatto di cronaca che lo aveva molto colpito: il suicidio di una ragazza definito dai titoli dei giornali un suicidio mite. L'originale ci presenta un uomo che vuole comprendere perché sua moglie si è uccisa e fa un lungo soliloquio nel quale ricerca le ragioni di questo atto disperato. Nello spettacolo Teatro Presente sceglie invece di far parlare entrambi.
Il testo è del 1876 e lei, la Mite, disegna un'inquietudine che ha già la complessità della questione di genere.

BIOGRAFIA

Teatro Presente è una compagnia indipendente di sette giovani attori, che nasce dall'incontro con il maestro argentino César Brie. Un lungo percorso insieme che ha portato alla nascita, fra gli altri, di Karamazov (candidato ai premi Ubu 2012).
Conclusa la collaborazione, il gruppo è ora impegnato in The hard way to understand each other, Premio Scintille 2016.

NOTE DI REGIA

A raccontarci la storia è lui, l'usuraio, l'uomo freddo e severo del banco dei pegni, che poco prima aveva sposato una ragazza buona e mite, e ora cerca una ragione che spieghi il suo suicidio. I due sono in scena senza separarsi mai, in un dialogo di azioni e parole. Lui cerca di capire l'accaduto, torna indietro, ricorda, si confonde, capisce, sale dolorosamente verso la coscienza di ciò che ha scatenato, provocato. Lei lo aiuta a ricostruire, descrive i fatti, aggiunge, conferma, tace. Poiché è morta, non può argomentare, ragionare o giustificare. Lei è la sua memoria, la sua vittima, la sua colpa, il suo amore ferito, il suo silenzio.

 

César Brie