IL SENTIERO DEI PASSI PERICOLOSI

SALA ORFEO - dal 3 al 5 febbraio 2017
venerdì e sabato ore 21.00 domenica ore 18.00
durata_ 70 minuti

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Michel Marc Bouchard è uno fra i più noti autori contemporanei canadesi e Il Sentiero dei Passi pericolosi è forse una tra le sue opere più apprezzate. Al centro della piéce sono tre fratelli molto diversi fra loro: viaggiano assieme per raggiungere il luogo della cerimonia ma hanno un incidente e si perdono in una foresta, da cui rischiano di non far ritorno. In questa solitudine sono costretti a parlarsi: s'illuminano così, violentemente, episodi del loro passato. Primo fra tutti il suicidio del padre, avvenuto anni prima, sotto il loro occhi, su quello stesso sentiero. E proprio quando tutto sembra perduto, ecco palesarsi l'occasione di incontro con il vero sé e con l'altro, nella sua tragicità, verità, ma soprattutto essenza.

drammaturgia Michel Marc Bouchard
regia Simone Schinocca

con Andrea Fazzari, Mauro Parrinello e attore da definire
traduzione Francesca Moccagatta

produzione Tedacà

Michel Marc Bouchard è rappresentato in Italia dall'agenzia Althéa - éditions Théâtrales, Parigi.

www.offrome.com

SINOSSI 

Michel Marc Bouchard è uno fra i più noti autori contemporanei canadesi e Il Sentiero dei Passi pericolosi è forse una tra le sue opere più apprezzate. Al centro della piéce sono tre fratelli molto diversi fra loro: viaggiano assieme per raggiungere il luogo della cerimonia ma hanno un incidente e si perdono in una foresta, da cui rischiano di non far ritorno. In questa solitudine sono costretti a parlarsi: s'illuminano così, violentemente, episodi del loro passato. Primo fra tutti il suicidio del padre, avvenuto anni prima, sotto il loro occhi, su quello stesso sentiero. E proprio quando tutto sembra perduto, ecco palesarsi l'occasione di incontro con il vero sé e con l'altro, nella sua tragicità, verità, ma soprattutto essenza.

BIOGRAFIA

Tedacà è una compagnia teatrale torinese attiva dal 2002 nell'ambito della drammaturgia contemporanea, con particolare attenzione alle tematiche più attuali e urgenti del nostro oggi. Le produzioni Tedacà si sono aggiudicate diversi premi, e sono state rappresentate in tutta Italia. A Torino la compagnia risiede nello storico spazio Bellarte, dove ogni anno propone una ricca stagione teatrale dedicata alle più interessanti proposte del contemporaneo.


SIMONE SCHINOCCA / regista

Nato nel 1977 a Torino, laureato in Scienze Politiche. Fondatore e Direttore Artistico di Tedacà, realtà teatrale e culturale torinese nata nel 2002. Curatore e direttore artistico delle stagioni teatrali "Il bello deve ancora venire" e "Nova Vita" del teatro bellARTE gestito da Tedacà Ha ideato e curato la direzione artistica di iniziative quali La Salute in Comune, manifestazione giunta alla settima edizione, Torino Performing Festival, e la rete di spazi per il protagonismo giovanile DireFareBaciare di cui è presidente. Tra gli spettacoli che ha scritto, diretto e ideato: Strani-oggi, spettacolo sull'emigrazione/immigrazione dall'Italia e in Italia oggi, che ha debuttato in prima assoluta a gennaio 2016 nel cartellone del Teatro Stabile di Torino Teatro Nazionale e in tournée da febbraio 2016. Stranieri ha vinto il Premio Sostegno alla Produzione 2010 della Città di Torino, Provincia di Torino e del Sistema Teatro Torino, e ricevuto il sostegno del Teatro Stabile di Torino. Dopo aver vinto il Festival di Resistenza 2011 come miglior spettacolo e miglior regia, con presidente di giuria Gigi Dall'Aglio, lo spettacolo è stato inserito in due stagioni consecutive della Fondazione Torino Piemonte Europa. Ha lavorato come attore e collaborato con Beppe Rosso, Teatro Stabile di Palermo, Irene Zagrebelsky, Nikos Lagousakos (coreografo cerimonie delle Olimpiadi Atene 2004 e Torino 2006) e Rui Frati direttore del Theatre de l'Opprimè di Parigi. Inoltre ha collaborato con il Museo Nazionale del Cinema per il progetto Oltre la Visione realizzando audiodescrizioni di film


MAURO PARRINELLO / attore

Già allievo di Michele Di Mauro e Leo Muscato, dopo il diploma alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova, è diretto da Valerio Binasco in Noccioline di Fausto Paravidino per il Teatro Eliseo di Roma. Con Leo Muscato torna a lavorare per il teatro dell'Opera di Cremona come maestro d'arte scenica per gli allestimenti di Pagliacci e La voix humaine, ed affianca Paolo Hendel nella lunga tournèe di Molière, a sua insaputa. Per la Compagnia DeiDemoni ha curato numerose regie, tra cui, nel 2012 il testo inedito in Italia di David Mamet Il motore ad acqua. Nel 2013 dirige per il teatro Stabile di Genova lo spettacolo Fratelli di Sangue del norvegese Axel Hellstenius. E'interprete nello stesso anno del cortometraggio Free-go, presentato ai Ciak d'Oro 2013, e del lungometraggio svizzero-italiano Fuori Mira, diretto Erik Bernasconi, in uscita a ottobre 2014. La sua ultima produzione, che lo vede attore e regista, Tre Desideri dell'autore inglese Ben Moor vince il premio alle arti sceniche "Lidia Petroni" promosso dal teatro Residenza Idra di Brescia e dal CTB

 

ANDREA FAZZARI / attore

Diplomato alla scuola del teatro stabile di Torino nel 2003. Lavora fra gli altri con Luca Ronconi, Claudio Longhi, Mauro Avogadro, Mamadou Dioume, Emma Dante, Leo Muscato, Alberto Gozzi. Attore in numerose produzioni, dal 2007 ad oggi recita negli spettacoli "I Giusti" per la regia di Carmelo Rifici, "La bottega del caffè" per la regia di Paolo Giorgio , "Baccanti" per la regia di Alberto Oliva, "Hansel e Gretel" per la regia di Eleonora Moro, "Cyrano de Bergerac" per la regia di Jurij Ferrini, "MAHAGONNY. Una scanzonata tragedia post-capitalistica" e "Gl'innamorati Underground" per la regia di Marco Lorenzi con la compagnia Il mulino di Amleto, "Eva futura" per la regia di Alberto Gozzi con la fondazione TPE, "Strani-oggi" per la regia di Simone Schinocca con la compagnia Tedacà.

NOTE DI REGIA

Michel Marc Bouchard è uno fra i più noti autori contemporanei canadesi: nato nel 1958 ha iniziato la propria attività di scrittore negli anni Ottanta, imponendosi all'attenzione della critica e del pubblico con lavori incisivi nei contenuti e forti nello stile espressivo.

È molto amato anche in Italia, tanto che Franco Quadri sulle colonne de La Repubblica ha parlato di lui come di «un autore che sfugge ad ogni definizione, scrivendo testi arrabbiati realistici e metaforici ad un tempo su storie locali col dono dell'universalità».

Al centro della piéce sono tre fratelli molto diversi fra loro: Carl, il più giovane ha aspirazioni piccoloborghesi, Ambroise, gallerista ed omosessuale, Victor infine, è il più misterioso e colui che innesca il meccanismo drammatico. Li conosciamo nel giorno delle nozze di Carl: viaggiano assieme per raggiungere il luogo della cerimonia ma hanno un incidente e si perdono in una foresta, da cui rischiano di non far ritorno. In questa solitudine sono costretti a parlarsi: s'illuminano così, violentemente, episodi del loro passato. Primo fra tutti il suicidio del padre, avvenuto anni prima, sotto il loro occhi, su quello stesso sentiero.
Un testo che rivela la solitudine dei mondi in cui spesso ci si ritrova a vivere. Personaggi, ruoli, che diventano gabbie, routine, da cui risulta impossibile distaccarsi, trovare spazi di dialogo. Una metafora dell'inconciliabilità di mondi nati e predestinati per essere vicini e che in verità si rivelano tragicamente sconosciuti. Unica occasione di fuga, il ritrovarsi in un non luogo, far cadere le proprie difese e i propri schemi, ritrovarsi a nudo dalle proprie maschere.
E proprio quando tutto sembra perduto, ecco palesarsi l'occasione di incontro con il vero sé e con l'altro, nella sua tragicità, verità, ma soprattutto essenza.