ALBA 

SALA GASSMAN - dal 19 al 22 aprile 2017
dal marcoledì al sabato, ore 20.0
durata_ 50 minuti

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Lui, Lei. Un bar. Il primo incontro, la prima alba. E poi la fine.
Lui, Lei. Un bar, lo stesso bar. S'incontrano, ci riprovano. Poi di nuovo la fine.
Lui, Lei. Una storia. Sono loro a raccontarla. La agiscono e la narrano, dialogando apertamente con il pubblico. Entrano ed escono dalla storia per capirla, accettarla, superarla.
Lui, Lei. Ancora quel bar. La terza alba. La bellezza di essere lì, insieme. Nient'altro.

 

drammaturgia e regia Maria Tesesa Berardelli

con Aurora Peres e Daniele Natali
aiuto regia Camilla Brison
produzione Quattroquinte

www.quattroquinte.it

SINOSSI 

"Alba" è una storia d'amore. Una storia come tante, e forse proprio per questo una storia universale, in cui tutti possono facilmente identificarsi. I momenti al suo interno hanno colori diversi, con il desiderio di rendere questa storia uno specchio delle relazioni, che non sono mai una cosa sola, ma tante cose che si contaminano, dando vita a contrasti e molteplicità di sensazioni, pensieri, azioni.

Il testo è un atto unico, ma contiene al suo interno tre momenti ben precisi. Nel primo, Alba e tramonto del primo giorno, una donna e un uomo s'incontrano in un bar, si piacciono, s'innamorano e stanno insieme per qualche anno, finché il rapporto arriva poi a una rottura.
Nel secondo momento, Alba e tramonto del secondo giorno, i due s'incontrano di nuovo, dopo qualche tempo, nello stesso bar e decidono di ritornare insieme. Dopo pochi mesi però, dopo quell'ultimo disperato tentativo di riprovarci, si lasciano ancora. E questa volta sembrerebbe essere finita per sempre. Entrambi infatti, accettano che sia finita. Lo fanno con serenità mista a rassegnazione. Nel terzo momento infine, Alba del terzo giorno: verso il sole, i due s'incontrano un'altra volta, sempre nello stesso bar, dopo diverso tempo; semplicemente stanno, si godono il presente, il loro stare lì insieme, senza aspettative, senza proiezioni verso un futuro che potrebbe deluderli o schiacciarli. Come finirà la storia di questi due personaggi nessuno lo sa. Potrebbe andare in un modo o in un altro, totalmente differente. Non è questo ciò che conta. Ma solo la bellezza di essere lì insieme, solo quella e nient'altro.

La struttura della pièce ha un andamento non lineare. I due attori sono anche narratori. Costantemente entrano ed escono dalla situazione che stanno agendo, mantenendo un rapporto vivo, senza barriere, con il pubblico. Il loro obiettivo è quello di ricostruire la loro storia, per mostrare a noi, che li guardiamo, come sono potuti arrivare a quel momento finale di bellezza. Solo alla fine infatti, essendo liberi e puri, i due attori non narrano più ma agiscono solamente, stando nel presente senza mai uscirne.

"Alba" è uno spettacolo costruito in modo semplice. Nessuna scenografia, nessun cambio di costume. Le sigarette come unico elemento usato dagli attori, all'inizio e alla fine dello spettacolo. I due attori indossano un costume simile, come a dimostrare che, oltre ad essere personaggi, sono anche funzioni, elementi di un disegno più grande. "Alba" è un orologio, con una struttura precisa e circolare. Inizia dalla fine, perché essa serve loro a raccontare come sono arrivati lì, cosa li ha portati a unirsi, lasciarsi e poi ritrovarsi con quella libertà.

BIOGRAFIA

Maria Teresa Berardelli: drammaturga e regista, vince nel 2009 con "Sterili" il Premio Riccione/Tondelli e nel 2015 vince la menzione al Premio Hystrio 2015 Scritture di scena con "Dieci Milligrammi". I suoi testi sono stati messi in scena da Fabrizio Arcuri, Federica Bognetti, Camilla Brison, Marianna Di Mauro, Imogen Kusch, Antonio Mingarelli, Nicoletta Robello, Antonio Tintis e Federico Vigorito.
Dal 2015 è socia dell'Associazione culturale Quattroquinte insieme a Camilla Brison, Carlotta Corradi e Claudia Mei Pastorelli.