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Note di cucina

di Rodrigo García

Sala Moretti - dall'8 al 19 aprile 2015

dal martedi al sabato ore 21.30 - domenica ore 18.00

 

con Giancarlo Fares, Giorgio Carducci, Raffaella Cavallaro, Alessandro Porcu, Sara Valerio Greco

adattamento e regia Giuseppe Roselli

al liuto Simone Colavecchi

scene Ciro Paduano

costumi Francesca Di Giuliano

disegno luci Marco Scattolini

aiuto regia Cecilia Di Giuli

consulenza musicale Maurizio Farina

foto e grafica Manuela Giusto e Omar Falcini

 


In Note di cucina quattro esseri umani parlano tra loro, ma c’è qualcuno che non è d’accordo e vuole parlare da solo. Ci sono anche un cantante e un liutista. Il loro parlare è un bizzarro elenco di appunti per fare bella figura con gli ospiti, di ricette e di consigli. I pensieri più oscuri e le emozioni più intime vengono esibiti come succulente e ricche pietanze su una tavola imbandida a festa. Note di cucina è uno spettacolo teatrale, è sedersi ad ascoltare e ridere della lotta per la sopravvivenza di quattro attori su un palco, è una festa di matrimonio. Ma è anche un elenco di consigli da non ascoltare, la dimostrazione che c’è qualcuno che ha, da sempre, provato a ingannarci.

Note di cucina:

Appunti per mangiare meglio, per vivere meglio in società, racconti di vite vissute al massimo delle proprie possibilità.

Si parla di umanità e di relazioni.

Note di cucina sono gli appunti per fare bella figura con gli ospiti.

Ma sono anche la dimostrazione che c’è qualcuno da quando siamo nati che ha sempre provato a ingannarci.

Note di cucina è il racconto di quei pomeriggi quando rimaniamo soli.

Note di cucina sono 4 esseri umani che parlano tra loro.

Poi qualcuno non è d’accordo e vuole parlare da solo.

Monologhi? Soliloqui? No.

Note di cucina è uno spettacolo teatrale.

Ci sono un cantante ed un liutista.

Note di cucina è sedersi ad ascoltare ridendo la lotta per la sopravvivenza di 4 attori su un palco.

Note di cucina è una festa di matrimonio.

Ma è anche un elenco di consigli da non ascoltare.

Note di cucina scomoda il rinascimento italiano e le regole del galateo per parlarci di contemporaneità.

Note di cucina fa parlare le donne stufe degli uomini.

Note di cucina racconta di uomini che vogliono mangiare le donne o semplicemente invitarle a cena, ma che comunque le amano.

Note di cucina riversa su una tavola sempre troppo piena o troppo vuota l’insicurezza e l’istinto di piacere di uomini e donne che si confondono, si cercano, si perdono e si rivendicano.

La musica è il loro tempo. E il tempo spesso è speso male.

Note di cucina domanda al pubblico se è meglio il teatro o la musica.

Queste sono le abitudini indecorose che un invitato non deve coltivare a tavola:

Nessun invitato deve sedersi sulla tavola, nè in grembo a qualsiasi altro invitato.

Non deve neanche mettere la gamba sulla tavola.

Non deve neanche sedersi sotto la tavola in nessun momento.

Non deve mettere la testa sul piatto per mangiare.

Non deve mettere pezzi del proprio cibo di aspetto sgradevole o mezzo masticati sul piatto del suo vicino senza prima averglielo chiesto.

Non deve prendere il cibo dalla tavola e metterlo in tasca per mangiarlo più tardi.

Non deve addentare la frutta dal vassoio della frutta e poi rimetterla nello stesso vassoio morsicata.

Non deve sputare addosso a chi gli sta davanti.

Non deve pizzicare nè picchiare il suo vicino di tavolo.

Non deve mettere il dito nel naso o in un orecchio mentre sta conversando.

Non deve cantare, nè fare discorsi, nè urlare improperi e neppure proporre indovinelli osceni se è seduto vicino a una dama.

Non deve cospirare a tavola.

Non deve neanche dare fuoco al suo compagno mentre sta a tavola.

E se gli viene da vomitare, allora deve abbandonare la tavola.

 


NOTE DI REGIA

Note di cucina scomoda il Rinascimento italiano e le regole del galateo per parlarci di contemporaneità. Note di cucina fa parlare le donne stufe degli uomini. Racconta di uomini che vogliono mangiare le donne o semplicemente invitarle a cena, ma che comunque le amano.

Note di cucina riversa su una tavola sempre troppo piena o troppo vuota l’insicurezza e l’istinto di piacere di uomini e donne che si confondono, si cercano, si perdono e si rivendicano. La musica è il loro tempo. E il tempo spesso è speso male.

Giuseppe Roselli

 

Chi siamo

Rodrigo García è nato a Buenos Aires, in Argentina, nel 1964. Trascorre l’infanzia e l’adolescenza nel sobborgo Yparraguirre de Grand Bourg, una baraccopoli nella provincia di Buenos Aires. Lavora come fruttivendolo, macellaio, fattorino e creativo pubblicitario, e, infine, si dedica al teatro. Vive a Madrid e in seguito in Asturias, produce i suoi lavori, fra gli altri, con il Teatro Pradillo di Madrid, il Teatro Nazionale di Bretagna, il Festival di Avignone, la Biennale di Venezia, il Festival d’Automne di Parigi. Rodrigo García è regista, autore, videomaker e performer. Insieme alla sua Compagnia Carnicerìa Teatro, elabora un linguaggio teatrale sorprendente dove i corpi in movimento disegnano i nuovi rituali del quotidiano.

Rodrigo García è autore e regista di numerosi spettacoli, come Versus (2008), En algún momento de la vida deberías plantearte seriamente dejar de hacer el ridículo (2007), Cruda, vuelta y vuelta, al punto, chamuscada (2007), Arrojad mis cenizas sobre Mickey (2006), Aproximación a la idea de la desconfianza (2006), Prefiero que me quite el sueño Goya a que lo haga cualquier hijo de puta (2004), Agamenon (2003), Rey Lear (2003), Jardinería Humana (2003), La historia de Ronald el payaso de Mc Donalds (2002), Compré una pala en IKEA para cavar mi tumba (2002), After Sun (2000), Borges (1999).

Note di cucina è tratto dalla raccolta Sei pezzi di teatro in tanti round edito in Italia da Ubulibri.

Giuseppe Roselli ha portato in scena e curato la regia di alcuni importanti testi contemporanei come John di Wajdi Mouawad, Bambiland di Elfriede Jelinek, Dovevate rimanere a casa, coglioni di Rodrigo García e Carta de Amor di Fernando Arrabal.

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